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Dott.ssa Laura Varisco

Psicoterapia cognitivo comportamentale

Per spiegare meglio questo approccio vi propongo un esempio.

Se una mattina arrivate in ufficio e il vostro capo non vi saluta cosa provate?

Ansia? Rabbia? Tristezza? o questo episodio non scatena in voi una particolare risonanza emotiva?

E’ possibile che persone diverse rispondano in modo diverso provando emozioni diverse perchè come dice Epittetto: Non sono le cose reali a turbare gli uomini, ma le opinioni che essi si fanno delle cose.

Ritornando al nostro esempio: se penso “oddio, il capo è arrabbiato, chissà che giornata infernale mi farà passare!” l’emozione correlata sarà quella di ansia e il comportamento conseguente sarà il passare gran parte del tempo a rimuginare e ad osservare quello che il capo fa per controllare l’ambiente esterno.

Se invece penso: “ma chi si crede di essere per non salutare? è una questione di rispetto!” proverò rabbia o fastidio e sarò attento a tutto quello che l’altro fa per vedere se ci sono altri soprusi.

Se penso: “nessuno mi apprezza, il mio capo mi considera talmente poco che neanche mi saluta” proverò tristezza e sposterò l’attenzione su di me, sull’idea di uno scarso valore personale e di essere rifiutato con conseguente difficoltà a continuare i compiti della giornata.

Se invece penso: “sarà sovrappensiero” oppure “avrà passato una brutta nottata o deve avere delle grane in famiglia” probabilmente questo evento mi manterrà sereno o comunque non ci saranno particolari risonanze emotive, l’episodio e’ archiviato e continuo a fare quello che avevo in programma.

Questo semplice esempio è per spiegare come, secondo la psicoterapia cognitivo comportamentale o CBT, non è la situazione in sè a determinare direttamente ciò che le persone provano, ma è piuttosto il modo in cui esse interpretano certe esperienze: le emozioni e i comportamenti delle persone vengono influenzati dalla loro percezione degli eventi.

Terapia cognitivo comportamentale

Terapia cognitivo comportamentale

Questo semplice esempio è per spiegare come non è la situazione in sè a determinare direttamente ciò che le persone provano, ma è piuttosto il modo in cui esse interpretano certe esperienze: le emozioni e i comportamenti delle persone vengono influenzati dalla loro percezione degli eventi.

All’origine del disturbo c’è quindi un modo distorto di pensare, che influenza in modo negativo l’umore e il comportamento del paziente e che non prevede alternative.

I pensieri che ci fanno stare male, che chiamiamo disfunzionali, hanno delle precise caratteristiche ossia la trasformazione dei desideri, delle aspettative e preferenze personali da qualcosa che VORREI a un BISOGNO ASSOLUTO, ad un DEVO ASSOLUTAMENTE.

Lo stare male è legato ad un processo di CATASTROFIZZAZIONE intesa come un’assenza di alternative che facciano stare bene rispetto a quello scopo che non è stato raggiunto.

Per esempio: “devo essere amato e approvato dagli altri”: è lecito e umano pensare di volere essere amato e approvato dagli altri ma bisogna anche accettare che non sempre sia così e che se succede non è una catastrofe e non si è per questo degli incapaci.

L’obiettivo del percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale sarà di individuare e definire il tipo di pensiero che accompagna le emozioni negative (per esempio rabbia, ansia, tristezza) e di cercare delle modalità alternative, più funzionali, di affrontare le situazioni problematiche, superando le idee irrazionali e le doverizzazioni.

Adottare modalità di pensiero più costruttive permette di modificare l’esperienza emozionale negativa.

Terapia cognitivo comportamentale: quando la mente mente

La nostra storia di vita ci ha insegnato come decifrare degli avvenimenti: una smorfia, un sorriso, un viso senza espressione. Ma imparando a interpretare gli eventi in certi modi impariamo anche a darne interpretazioni sbagliate.

Per esempio se crescendo sentiamo genitori, fratelli, sorelle o altre persone intorno fare affermazioni esagerate, catastrofiche o affibbiare etichette sbagliate, impariamo ad applicare quel codice di interpretazione della realtà.

Questi metodi di interpretazione diventano i nostri modelli automatici di comportamento e di lettura della realtà.

Si tratta di modelli appresi da figure significative.

Non solo anche esperienze precoci possono far memorizzare nelle nostre reti mnestiche idee negative su noi stessi, sul mondo e sulle altre persone.

Se ad esempio un uomo è stato da piccolo preso in giro dalle sorelle o dalla mamma potrà sviluppare un atteggiamento guardingo verso le donne in generale.

Terapia cognitivo comportamentale: quando la mente mente
laura varisco Psicologa Sessuologa Milano

Psicoterapia cognitivo comportamentale: alcune trappole della mente

Le distorsioni cognitive avvengono automaticamente e in una frazione di secondo compaiono e influenzano il nostro modo di vedere il mondo e leggere la realtà circostante.

Eccone alcune:

Sono dei modi di pensare che ti suonano familiari?
Dove hai imparato a pensare così?

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FAQ - Psicoterapia cognitivo comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale (Cognitive Behavioural Therapy – CBT) è una forma di trattamento psicologico che si concentra sul cambiare i pensieri e i comportamenti negativi che contribuiscono a problemi emotivi e psicologici. Questo approccio è particolarmente utile per affrontare disturbi come l’ansia, la depressione, i disturbi alimentari e il disturbo ossessivo-compulsivo ma non solo. La CBT aiuta a identificare e modificare i modelli di pensiero disfunzionali, promuovendo un modo più sano e realistico di vedere se stessi e il mondo. Con il supporto di un terapeuta, si imparano tecniche pratiche per gestire meglio le situazioni difficili, riducendo lo stress e migliorando il benessere complessivo.

L’approccio cognitivo-comportamentale è una metodologia terapeutica basata sull’idea che i nostri pensieri, emozioni e comportamenti sono interconnessi. La CBT parte dal presupposto che i pensieri negativi e disfunzionali possono influenzare negativamente le emozioni e i comportamenti. Durante le sedute, il terapeuta lavora con il paziente per identificare questi pensieri, analizzarli e sostituirli con alternative più positive e realistiche. Questo processo non solo migliora l’umore e il comportamento del paziente, ma fornisce anche strumenti utili per affrontare future situazioni problematiche.

Per capire se la terapia cognitivo-comportamentale è adatta a te, è importante valutare i tuoi obiettivi terapeutici e discutere con un professionista delle tue specifiche esigenze e problematiche. La CBT è particolarmente efficace per chi desidera un approccio pratico e orientato alla risoluzione dei problemi. Se stai cercando di superare ansia, depressione, stress, fobie o altre difficoltà legate ai pensieri negativi, la CBT potrebbe essere molto utile. Un terapeuta qualificato può aiutarti a determinare se questo tipo di terapia è la scelta giusta, spiegandoti come funziona e cosa aspettarti dal percorso terapeutico.

L’obiettivo principale della terapia cognitivo-comportamentale è aiutare le persone a sviluppare abilità e strategie per affrontare e superare i loro problemi emotivi e psicologici. La CBT mira a cambiare i pensieri disfunzionali e i comportamenti negativi che alimentano il disagio emotivo. Attraverso questo processo, i pazienti imparano a vedere le situazioni da prospettive diverse, gestire meglio lo stress e migliorare il loro benessere generale. La CBT non solo allevia i sintomi presenti, ma fornisce anche strumenti utili per prevenire ricadute future e affrontare efficacemente nuove sfide.

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e la terapia dialettico-comportamentale (DBT) sono entrambe forme di terapia basate sull’evidenza, ma differiscono in alcuni aspetti chiave. La CBT si concentra principalmente sulla modificazione dei pensieri e dei comportamenti negativi attraverso un approccio strutturato e pratico. La DBT, invece, è una forma di CBT sviluppata specificamente per trattare il disturbo borderline di personalità, ma è anche efficace per altri problemi emotivi. La DBT combina tecniche di CBT con concetti di mindfulness e accettazione, enfatizzando l’equilibrio tra il cambiamento e l’accettazione delle emozioni. Inoltre, la DBT prevede un componente di terapia di gruppo e una disponibilità telefonica tra le sessioni per supportare i pazienti nelle situazioni di crisi.