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Dott.ssa Laura Varisco

Psicologa disturbi alimentari

Il cibo assume per le persone significati che vanno ben oltre la semplice funzione nutritiva.

Il rito del pasto nelle varie culture ed epoche storiche ha rivestito infatti funzioni diversificate, tra cui quella di socializzare, di rinforzare l’appartenenza ad un gruppo e di far rispettare le gerarchie sociali.

Per la nostra specie, dunque, il bisogno primario di nutrirsi si è trasformato in un’occasione di scambio e relazione.

Per molte persone il rapporto con il cibo è tuttavia tanto problematico da rendere necessaria una classificazione dei “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”. Si tratta di disturbi mentali che colpiscono un’ampia quota di adolescenti e di giovani adulti e sono associati a problemi fisici e psicosociali rilevanti.

Lo Psicologo per disturbi alimentari gioca un ruolo cruciale nel trattamento di questi problemi.

Attraverso il supporto psicologico, i terapeuti aiutano i pazienti a sviluppare una relazione più sana con il cibo e con il proprio corpo. La terapia individuale può essere affiancata da sessioni di gruppo e familiari per migliorare le dinamiche relazionali e fornire un sistema di supporto integrato. L’obiettivo è non solo la remissione dei sintomi, ma anche il miglioramento della qualità della vita e del benessere psicologico dei pazienti.

Psicologa disturbi alimentari

Disturbi Alimentari

Soffrire di un disturbo alimentare significa utilizzare il cibo per esprimere un dolore di tipo emotivo, risalente ai primi anni di vita.

I disturbi alimentari vanno considerati come potenti difese che aiutano i pazienti ad affrontare quegli eventi di vita che portano con sé un carico di emozioni troppo difficile da sopportare. Il circuito patologico che avvolge coloro che ne soffrono fa sì che essi considerino il proprio disturbo come una specie di supporto, anche se ciò si accompagna all’amara consapevolezza del fatto che i sintomi mantengono e perpetuano la patologia.

I disturbi alimentari sono caratterizzati da comportamenti inerenti l’alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono in modo significativo la salute fisica o il funzionamento psicosociale.

Si tratta di patologie in cui il rapporto con il cibo e con il corpo esprime un disagio rilevante. Un’ampia quota di persone che soffrono di tali patologie sviluppa forme di malattia gravi e persistenti, associate alla resistenza al trattamento e ad un’elevata mortalità.

Divenuti ormai una realtà problematica diffusa sia in ambito sanitario che sociale, i disturbi alimentari hanno una forte caratterizzazione socioculturale, essendo legati alle culture tipiche dei paesi più agiati ed industrializzati, ed una rilevante componente di genere, in quanto 9 malati su 10 sono di sesso femminile.

Secondo la Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (2020) queste patologie colpiscono in Italia circa 8.500 persone l’anno. Su 100mila donne, circa 9 si ammalano di anoressia e 12 di bulimia.

Per chi ne soffre la centralità della valutazione del peso e della forma del corpo e la necessità di eccellere in tali aspetti diventa l’ambito più importante per poter avere una buona autostima.

Le principali tipologie di disturbi alimentari includono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata. Ognuna di queste patologie presenta caratteristiche uniche, ma condividono sintomi di disfunzioni alimentari e di percezione del corpo che compromettono significativamente la salute fisica e il funzionamento psicosociale dell’individuo.

I Disturbi dell’Alimentazione spesso coesistono anche con l’abuso di sostanze e presentano tratti psicologici e comportamentali simili, tra cui impulsività, la perdita di controllo e l’aumentato rischio di comportamenti autodistruttivi.

Nel Global Burden of Disease Study-GBD 2013, l’anoressia e la bulimia nervosa sono la dodicesima causa di disabilità per le donne di età compresa tra i 15 e 19 anni in paesi ad alto reddito (in aumento anche nei paesi a medio e basso reddito).

La Psicologa disturbi alimentari è una figura professionale che ti può sostenere ad affrontare questi problemi.

laura varisco Psicologa Sessuologa Milano

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Anoressia nervosa

L’anoressia nervosa si caratterizza per un’eccessiva restrizione calorica e un’intensa paura di ingrassare, anche in presenza di un peso corporeo significativamente basso. I criteri diagnostici includono la restrizione dell’assunzione di calorie, una distorta percezione del peso e della forma del corpo e la negazione della gravità del proprio stato di salute. Il peso corporeo significativamente basso è definito come un peso inferiore al minimo normale oppure, per bambini e adolescenti, meno di quello minimo previsto. Questa condizione può portare a complicanze gravi come malnutrizione, disturbi cardiaci e ossei.

Bulimia nervosa

La bulimia nervosa è contraddistinta da ricorrenti episodi di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi o un’attività fisica eccessiva. Questi episodi devono verificarsi almeno una volta alla settimana per un periodo di tre mesi per essere diagnosticati come bulimia nervosa. Il peso corporeo delle persone affette da bulimia è spesso normale o sovrappeso, ma il disturbo può causare gravi problemi gastrointestinali, cardiaci e squilibri elettrolitici.

Un’abbuffata è caratterizzata da mangiare, in un determinato periodo di tempo (per esempio un periodo di 2 ore) una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui assumerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili e dalla sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (per esempio sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).

Disturbo da alimentazione incontrollata

Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder)

Il disturbo da alimentazione incontrollata è caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate senza l’uso di comportamenti compensatori. Le persone affette da questo disturbo mangiano grandi quantità di cibo in un breve periodo e spesso si sentono incapaci di controllare l’assunzione di cibo durante l’episodio. Questo può portare a sovrappeso o obesità e a complicazioni fisiche come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari.

Nel Binge Eating Disorder è presente marcato disagio riguardo alle abbuffate e l’abbuffata si verifica, mediamente, almeno una volta alla settimana per 3 mesi.

Cause dei disturbi alimentari

L’insorgenza dei disturbi alimentari è influenzata da una combinazione di fattori genetici, biologici, psicologici e socioculturali. Tra i fattori psicologici, l’insoddisfazione per l’immagine corporea e la bassa autostima giocano un ruolo cruciale. Inoltre, esperienze traumatiche, abusi emotivi o fisici, e stress cronico possono predisporre gli individui a sviluppare disturbi alimentari. A livello socioculturale, la pressione a conformarsi agli ideali di bellezza veicolati dai media può aumentare il rischio di insorgenza di queste patologie.

I modelli cognitivo comportamentali che spiegano lo sviluppo dell’anoressia nervosa sono multifattoriali nel senso che le origini del disturbo vengono attribuite a una serie di fattori predisponenti e precipitanti che includono variabili personali come il perfezionismo, ambientali, genetiche e, all’esordio, tematiche quali conflitto adolescenziale, problemi familiari, commenti negativi su corpo e peso, senso di fallimento e perdita di controllo.

Secondo il modello di Fairburn lo sviluppo della bulimia nervosa inizia con una storia di vita che porta una persona ad avere una valutazione negativa di se stessa e una bassa autostima; essa si declina in un’eccessiva preoccupazione per la forma e il peso corporeo che porta a uno smisurato controllo alimentare e a diete rigide, ristrettive e squilibrate.

Esse giustificano una ciclica perdita di controllo attraverso le abbuffate. Alla perdita di controllo poi si risponde con il vomito autoindotto e/o altre pratiche di compenso come abuso di lassativi e diuretici. Ognuno di questi passaggi perpetua il disturbo.

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Psicologa disturbi alimentari

La Psicologa disturbi alimentari si occupa del trattamento dei disturbi alimentari che richiede un approccio multidisciplinare: terapia medica, supporto nutrizionale e interventi psicoterapeutici.

La Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) è spesso utilizzata per trattare i disturbi alimentari, aiutando i pazienti a identificare e modificare i pensieri disfunzionali e i comportamenti alimentari maladattivi.

Un esempio di tipici errori di ragionamento sono “o sono magra e peso tot, o sono grassa e il peso aumenterà all’infinito” oppure “poichè quando pesavo di più ero infelice, se aumenterò di peso diventerò ancora più infelice” o ancora “poichè il mio corpo mi fa schifo vuol dire che è schifoso e che fa orrore anche agli altri”.

La Terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) può essere efficace per elaborare traumi e ridurre i sintomi associati ai disturbi alimentari.

La psicoeducazione ha un ruolo importante: i pazienti per sentirsi bene nel contesto terapeutico hanno bisogno di capire, di comprendere il perché del loro funzionamento. Ciò aiuta ad aumentare la motivazione al trattamento e la fiducia nel terapeuta.

Lo psicologo per disturbi alimentari è un valido alleato per riappacificarsi con il cibo e con la propria immagine corporea.

FAQ sui disturbi alimentari

I segnali di un disturbo alimentare includono preoccupazione eccessiva per il peso e la forma del corpo, restrizioni alimentari severe, abbuffate seguite da comportamenti compensatori come il vomito autoindotto, e cambiamenti drastici nel peso corporeo. Altri sintomi possono essere depressione, ansia, isolamento sociale e uso eccessivo di esercizio fisico.

La psicologa disturbi alimentari ha l’obiettivo di aiutare i pazienti a sviluppare un rapporto più sano con il proprio corpo e con il cibo, contrastando l’idea che bellezza è equivalente a magrezza.

Fa una valutazione completa per comprendere il disturbo alimentare, come è nato e come si è evoluto e definisce il percorso terapeutico che più si addice alla persona e alla sua storia di vita.

È importante avvicinarsi alla persona con empatia e senza giudizio. Incoraggiare la comunicazione aperta e offrire supporto emotivo. È utile informarsi sui disturbi alimentari e, se possibile, guidare la persona verso professionisti della salute specializzati in questo campo.

La famiglia può svolgere un ruolo fondamentale nel supportare il percorso di recupero, offrendo un ambiente sicuro e di supporto per il paziente. Coinvolgere la famiglia nel trattamento può favorire la comprensione e la gestione dei sintomi.

Molte persone con disturbi alimentari possono raggiungere una completa remissione dei sintomi attraverso un trattamento appropriato e costante. Tuttavia, la strada verso la guarigione può essere lunga e richiede impegno, supporto e interventi multidisciplinari. Il trattamento precoce può migliorare significativamente le prospettive di recupero.

Se non trattati, i disturbi alimentari possono portare a gravi complicanze fisiche e psicologiche. Tra le complicanze fisiche ci sono malnutrizione, problemi cardiaci, osteoporosi e disturbi gastrointestinali. Sul piano psicologico, possono peggiorare ansia, depressione e aumentare il rischio di comportamenti autolesionistici. Un trattamento tempestivo e adeguato è essenziale per prevenire queste conseguenze.

 

Attraverso la comprensione, il supporto e il trattamento adeguato, è possibile aiutare chi soffre di disturbi alimentari a riprendere il controllo della propria vita e a raggiungere una migliore qualità di vita.

Se hai letto questa pagina e tu o un tuo caro avete un rapporto complesso con il cibo che da amico si trasforma in nemico, contattami pure per iniziare il tuo percorso terapeutico.